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Rughe da smartphone: cosa sono e come prevenirle

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L’esposizione al sole, l’inquinamento, uno stile di vita scorretto, il fisiologico invecchiamento… le ragioni alla base della comparsa delle prime rughe sulla pelle del viso e del collo sono molteplici. Ma nell’ultimo periodo c’è un nuovo “nemico” contro il quale bisogna prendere provvedimenti: lo smartphone.

Passiamo ore con il cellulare in mano, a controllare le notifiche di Facebook, a leggere e risponde alle email di lavoro, a scrivere nelle chat di whatsapp, in quel gruppo mamme dove troviamo tanti consigli utili. In metropolitana, nei tempi morti, non possiamo fare a meno di tirarlo fuori dalla borsa, chinare la testa sullo schermo e trascorrere così quei minuti che ci separano dalla nostra meta. Poi a casa c’è il tablet, il compagno perfetto per guardare l’ultima serie televisiva che stiamo seguendo, un film in streaming o consultare ricette per preparare la cena.

La tecnologia è molto utile e ormai indispensabile. Ma tutte queste azioni ci espongono a diversi rischi per la pelle. Non lo sappiamo ma usando troppo spesso lo smartphone, stiamo accelerando l’invecchiamento cutaneo.

Le rughe del collo dovute allo smartphone: cos’è il tech neck

Gli inglesi lo chiamano tech neck, tradotto in italiano “collo da tecnologia”. È l’effetto provocato dalla postura scorretta che assumiamo continuamente quando utilizziamo il cellulare: testa china in avanti, diretta verso lo schermo che viene tenuto di solito all’altezza del torace o anche più in basso, spalle storte. Questo tipo di atteggiamento fisico produce tensioni muscolari innaturali a livello cervicale, con conseguente fastidio e dolore, contratture,

Questo tipo di atteggiamento, però, ha conseguenze anche sulla pelle del collo. Questa parte del corpo, infatti, è costretta a subire una costante sollecitazione, una pressione innaturale che accelera il naturale processo di invecchiamento.

I muscoli di sostegno del collo sono meno resistenti e la pelle, povera di ghiandole sebacee e sottile, è più esposta alle aggressioni.

La pelle e i tessuti nella cosiddetta zona Y, che comprende collo, mento e clavicole è più soggetta a cedimenti e rilassamento cutaneo. L’uso costante, intensivo degli strumenti elettronici associato alla postura innaturale, dunque, favorisce la comparsa delle antiestetiche rughe sul collo, quelle pieghe cutanee che vengono chiamate collane di Venere, un inestetismo che tende a manifestarsi in modo sempre più frequente e in donne anche giovani.

Infatti, se il fenomeno prima interessava soprattutto le donne oltre gli “anta”, dai 40 anni in su, adesso le collane di Venere compaiono anche al collo di ragazze giovani, dai 18 ai 34 anni. Colpa dell’effetto tech neck.

La luce blu che fa venire le rughe

Ma l’uso intensivo della tecnologia non fa venire soltanto le rughe sul collo. Diversi studi hanno dimostrato che anche la luce emessa dai dispositivi elettronici come cellulari, tablet e tv al led influisce negativamente sulla salute della nostra pelle.

È la cosiddetta luce blu, in inglese Hev (High Energy Visible), che causa precoce invecchiamento cutaneo e maculopatie oculari. Questo tipo di radiazione, infatti, penetra in profondità, favorendo la formazione e lo sviluppo di radicali liberi, nemici numero uno della giovinezza e della salute della nostra pelle.

La luce blu è qualcosa a cui siamo esposti costantemente e, a differenza della radiazione solare, i suoi effetti non sono immediatamente visibili. Non ci sono scottature o altri segni di cui ci si possa accorgere nel breve periodo. Ma la luce dello smartphone causa uno stress ossidativo alle strutture cellulari e può danneggiare le strutture protettive della pelle, penetrando fino al derma e colpendo collagene ed elastina. Di qui la comparsa, anche precoce, di macchie della pelle e rughe.

Rughe da smartphone: come rimediare?

Preservarsi dalle conseguenze negative delle nuove tecnologie si può, partendo da una maggiore consapevolezza dell’uso che facciamo dei nostri dispositivi.

Per evitare la formazione delle rughe del collo, innanzitutto si raccomanda di assumere una posizione corretta, evitando di tenere il proprio cellulare o lo schermo del tablet in basso, dovendo sforzare il collo per consultarli. Si consiglia, dunque, di sollevare il dispositivo, ponendolo all’altezza degli occhi, tenendo la schiena dritta ed evitando di sottoporre il collo a troppo peso. Per evitare fastidi, occorre svolgere qualche piccolo esercizio di rotazione di collo e testa per “sgranchire” la muscolatura ed evitare contratture.

Il collo, inoltre, deve essere curato esattamente come il viso. Questa parte del collo, insieme alle mani, è rivelatrice dell’età, ma spesso viene trascurata, nonostante sia una zona delicata. Anche qui occorre stendere una buona crema idratante e antiage. A questo scopo, Skinhelper consiglia la sua crema al 5% di acido glicolico, adatta al giorno e alla sera, in grado di favorire rigenerazione cellulare e dalle proprietà emollienti.

Gli effetti nefasti della luce blu, invece, possono essere contrastati innanzitutto evitando la sovraesposizione alle radiazioni dovuta all’abuso da smartphone. È necessario, dunque, ridurre il numero di ore trascorse davanti allo schermo.

Altro consiglio utile e buona prassi è quello di integrare la propria dieta, introducendo una maggiore quantità di antiossidanti, che combattono l’effetto dei radicali liberi: è necessario seguire un regime alimentare che prevede frutta e verdura in quantità e integratori a base di vitamine D ed E.

Proteggere la propria pelle dagli effetti dei radicali liberi si può anche grazie all’uso dell’ubichinone, capace di stabilizzare la membrana cellulare e di svolgere un’azione protettiva efficace contro i radicali liberi. Questa sostanza è alla base del Fluido all’ubichinone di Skinhelper, particolarmente indicato anche dopo l’esposizione ai raggi solari per le sue proprietà eudermiche.