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ACIDO GLICOLICO

Cos’è l’acido glicolico

L’acido glicolico (AG) è ormai entrato a far parte integrante della comune pratica cosmetologica e dermatologica. Si tratta di un acido della frutta di derivazione completamente naturale che viene estratto dallo zucchero di canna, da alcuni tipi di frutta come il melone o l’uva matura e dalle barbabietole da zucchero.

Viene classificato come alfa-idrossiacido, proprio come l’acido lattico, l’acido malico e l’acido citrico.

Il meccanismo d’azione di questo alfa-idrossiacido risiede in vari effetti che rendono conto del suo impiego piuttosto versatile e che possono essere riassunti come segue.

A cosa serve l’acido glicolico: effetti sulla pelle

L’acido glicolico consente:

  • riduzione di coesione dei corneociti tramite azione diretta sui desmosomi;
  • stimolazione della crescita epidermica secondaria a rimozione dello strato corneo responsabile dell’aumento di spessore epidermico e dermico;
  • distruzione mirata di porzioni epidermiche danneggiate con successiva rigenerazione di tessuto normale e sano;
  • induzione di processi infiammatori negli strati più profondi dell’epidermide, essenziale per la deposizione di neocollagene e di componenti della matrice extracellulare come acido ialuronico e mucopolisaccaridi acidi e per il miglioramento qualitativo delle fibre elastiche (1-3).

Tutti questi effetti hanno luogo in assenza di una risposta flogistica propriamente detta, probabilmente perché l’acido glicolico agisce da antiossidante.

D’altro canto, alcune evidenze sono a favore di potenziali proprietà antinfiammatorie, quali, ad esempio, la capacità di indurre fotoprotezione e di prevenire l’irritazione cutanea (4,5). A ciò va affiancato il dato non secondario dell’ottimo profilo di sicurezza dell’acido glicolico da un punto di vista allergologico e tossicologico (6).

L’obiettivo di questo breve articolo non è diretto a valutare il ruolo dell’AG nel campo prettamente cosmetologico, sul quale esistono ormai numerose testimonianze alle quali si rimanda per ulteriori delucidazioni, ma si propone di revisionare le possibili indicazioni in condizioni patologiche che comunemente giungono all’osservazione del dermatologo.