INDICAZIONI
MEDICHE ALL'USO DELL'ACIDO GLICOLICO
di Nicoletta
Cassano
(Specialista in Dermatologia e Venereologia)
Mauro
Grandolfo, Gino Antonio Vena
(Dipartimento di Clinica Medica, Immunologia e Malattie Infettive
Sezione di DermatologiaUniversità degli Studi di Bari)
Lacido glicolico (AG) è ormai
entrato a far parte integrante della comune pratica cosmetologica e dermatologica. Il
meccanismo dazione di questo alfa-idrossiacido risiede in vari effetti che rendono
conto del suo impiego piuttosto versatile e che possono essere riassunti come segue:
riduzione di
coesione dei corneociti tramite azione diretta sui desmosomi;
stimolazione della
crescita epidermica secondaria a rimozione dello strato corneo responsabile
dellaumento di spessore epidermico e dermico;
distruzione mirata
di porzioni epidermiche danneggiate con successiva rigenerazione di tessuto normale;
induzione di
processi infiammatori negli strati più profondi dellepidermide, essenziale per la
deposizione di neocollagene e di componenti della matrice extracellulare (acido
ialuronico, mucopolisaccaridi acidi) e per il miglioramento qualitativo delle fibre
elastiche (1-3).
Tutti questi effetti
hanno luogo in assenza di una risposta flogistica propriamente detta, probabilmente
perché lAG agisce da antiossidante; daltro canto, alcune evidenze sono a
favore di potenziali proprietà antinfiammatorie, quali, ad esempio, la capacità di
indurre fotoprotezione e di prevenire lirritazione cutanea (4,5). A ciò va
affiancato il dato non secondario dellottimo profilo di sicurezza dellAG da un
punto di vista allergologico e tossicologico (6).
Lobiettivo di
questo breve articolo non è diretto a valutare il ruolo dellAG nel campo
prettamente cosmetologico, sul quale esistono ormai numerose testimonianze alle quali si
rimanda per ulteriori delucidazioni, ma si propone di revisionare le possibili indicazioni
in condizioni patologiche che comunemente giungono allosservazione del dermatologo.
Melasma/Ipercromie
Il ricorso a peeling
con AG può causare un significativo miglioramento del melasma e può accelerare la
risposta della terapia topica (7). Ovviamente i risultati sono strettamente dipendenti
dalla profondità di accumulo del pigmento, essendo le ipercromie di tipo dermico
resistenti ad un peeling epidermico. Pertanto, lindividuazione del tipo di
ipercromia è un passo iniziale indispensabile per la previsione dei risultati
raggiungibili e può essere agevolata dallesame con la luce di Wood. Nel trattamento
delle ipercromie è comunque importante lassociazione con topici specifici
(schiarenti, schermanti solari, lenitivi) nellintervallo tra le sedute e
lattenta astensione dalla fotoesposizione.
Un concetto cruciale
che è alla base delluso degli agenti peeling in genere e che è valido ancor di
più nella gestione delle ipercromie è che la reazione infiammatoria secondaria al
peeling (sia esso a alte o a basse concentrazioni) deve essere opportunamente bilanciata.
Nel caso di una risposta esagerata si corrono rischi potenzialmente di entità superiore
alla condizione patologica di partenza; nella fattispecie, una cute ipercromica può
rispondere ad una flogosi eccessiva con una iperpigmentazione post-infiammatoria (8). Ciò
si estende anche alluso domiciliare di agenti peeling, per cui il paziente va
istruito adeguatamente su come e quanto va applicato il prodotto e sul fatto che se da una
parte una minima reazione infiammatoria può essere normale, daltra parte una
risposta esagerata o persistente va evitata e controllata con la sospensione temporanea
del trattamento.
Recentemente è stata
valutata la risposta al peeling con una soluzione a base di AG 50% e di acido kogico al
10% in 20 pazienti con melasma diffuso. Si sono osservate una regressione completa nel 30%
dei casi ed una parziale nel 60%, mentre nel 10% dei casi non si sono determinati effetti
degni di nota. I risultati erano sovrapponibili a quelli ottenuti con TCA 25-35% (9).
Acne
Lacne volgare
può migliorare sensibilmente con un peeling superficiale che induce una remissione più
rapida e previene o minimizza la formazione di cicatrici (10). Inoltre, per la sua
attività comedolitica si determina un evidente effetto sulla componente comedonica e
microcistica. Ciò può verificarsi anche a seguito delluso costante domiciliare di
AG, anche se sono necessari tempi più lunghi prima che si evidenzi una risposta
significativa. Leffetto clinico insorge in maniera più rapida e marcata con
limpiego di formulazioni in lozione. Limpiego di topici contenenti AG può
riconoscere unulteriore base razionale nellacne, ovvero in combinazione con
altre terapie anti-acne per aumentarne assorbimento e biodisponibilità e per potenziarne
lattività terapeutica. Tale effetto si estende anche ai trattamenti combinati per
altre condizioni patologiche.
Il peeling con AG al
70% si è dimostrato valido per il trattamento di varie forme di acne, sebbene induca più
rapidamente un miglioramento apprezzabile nel caso di acne comedonica (11,12).
Lefficacia è sovrapponibile a quella della soluzione di Jessner, ma considerando
che il grado di esfoliazione è inferiore per lAG, questultimo sarebbe da
preferire per tollerabilità e compliance (11).
Nella nostra
esperienza preferiamo non effettuare peeling chimici nelle forme severe di acne in fase
infiammatoria florida, nelle quali la risposta è imprevedibile. Infatti, non
infrequentemente possono verificarsi lesioni necrotiche ed escare a causa di una
penetrazione massiccia e daltro canto incontrollabile dellacido. Questo dato
serve a rammentare che la gestione di terapie peeling deve essere necessariamente condotta
con particolare cautela da personale esperto capace di valutare il rapporto
rischio/beneficio.
Limpiego di
peeling con AG può indurre un notevole miglioramento degli esiti cicatriziali
dellacne; anche in questo caso i risultati sono comunque variabili in base alla
suscettibilità individuale, alla profondità e allepoca di insorgenza delle
lesioni.
Particolare
attenzione va riposta nelluso dei peeling in pazienti sottoposti a trattamento con
isotretinoina sistemica in cui è possibile linsorgenza di cheloidi; pertanto,
alcuni autori hanno raccomandato lastensione dal peeling chimico durante il
trattamento con questo farmaco e persino dopo 1-2 anni dalla sua sospensione (8). In
realtà non esiste una controindicazione assoluta così a lungo termine, sebbene si debba
comunque utilizzare una particolare cautela: nella nostra esperienza, ci siamo avvalsi
delluso del peeling con AG per il trattamento degli esiti residui cicatriziali in
alcuni soggetti che avevano sospeso il trattamento da alcuni mesi con risultati piuttosto
rapidi nonchè positivi. In generale, preferiamo attendere la scomparsa pressoché
completa della dermatite da retinoide, dopo di che prepariamo la cute
pretrattandola con creme o lozioni a base di AG. Nella prima seduta, viene effettuato un
peeling molto superficiale con una concentrazione al 30% per testare la tollerabilità
cutanea, modulando nelle sedute successive lintensità del peeling in base alla
risposta clinica e alla tollerabilità e continuando nellintervallo tra le sedute
con applicazioni giornaliere di topici contenenti AG. In generale, le osservazioni che
abbiamo ricavato da questa nostra esperienza, seppur limitata, suggeriscono la
possibilità di un potenziamento dellazione dellacido anche a concentrazioni
piuttosto basse (non superiori al 50%) e per tempi di applicazione inferiori rispetto a
quanto si ottiene su una cute apparentemente normale. Ciò non dirime
dalluso estremamente cauto degli agenti peeling in queste particolari situazioni in
cui la cute che continua a subire le potenti azioni del retinoide sistemico è
particolarmente reattiva e permeabile; daltronde, una approfondita conoscenza ed
unadeguata esperienza nelluso dellisotretinoina orale aiutano a capire
se, quando e come ricorrere ad un peeling chimico dopo il trattamento.
Pseudofolliculitis
barbae
Le pseudofollicoliti
della regione della barba sono reazioni da corpo estraneo che si determinano in seguito
alla rasatura. Si è dimostrato che luso di una lozione contenente AG provoca una
riduzione di oltre il 60% nel numero delle lesioni, che a sua volta permette di ricorrere
alla rasatura quotidiana con sensibile diminuzione dellirritazione (13).
Cheratosi
attiniche e seborroiche
LAG si è
dimostrato attivo nel contrastare gli effetti del danno attinico, comunemente definito
dagli anglosassoni "photoaging" (8,14,15). Persino luso quotidiano di
topici a base di AG può migliorare sensibilmente i segni del "photoaging" e le
cheratosi attiniche. Lattività potenziale dellAG può essere pertanto
considerata sotto un duplice punto di vista, terapeutico e preventivo.
Leffetto può
essere potenziato dallutilizzo concomitante di altri prodotti, come acido retinoico
o 5-fluorouracile (5-FU), che possono essere presi in considerazione a seconda della
gravità del quadro clinico. Particolarmente interessante per le sue potenzialità
terapeutiche risulta lassociazione con 5-FU. Secondo Van Scott e Yu (16), eccellenti
risultati possono essere ottenuti con luso di 5-FU 0.5-1% disciolto in una soluzione
di acido glicolico al 30% o alternativamente con una soluzione acquosa al 70% di AG
preceduta dal trattamento con una crema al 5% di 5-FU, applicata per 2 volte al giorno per
5-7 giorni. Un recente studio ha evidenziato lefficacia delluso combinato del
5-FU e di una soluzione al 70% di AG nelle cheratosi attiniche (17). Il trattamento è
stato effettuato con cadenze settimanali per un periodo di 8 settimane e ha indotto non
solo un miglioramento in termini puramente cosmetici ma anche la rimozione completa delle
lesioni precancerose. La nostra esperienza conferma questi risultati, anche se
abitualmente ci avvaliamo di uno schema di trattamento diverso dal precedente, che prevede
lapplicazione sulle lesioni di una pomata a base di 5-FU (a giorni alterni o
quotidianamente) associata ad un peeling con AG al 30-50% ogni 3-4 settimane. In generale,
il trattamento conduce a risultati apprezzabili in tempi piuttosto rapidi e risulta
particolarmente utile nel caso di lesioni diffuse. Lo stesso tipo di trattamento può
essere effettuato con risultati sovrapponibili anche nelle cheratosi seborroiche di
dimensioni e spessore contenuti. Attualmente stiamo valutando gli effetti di un
trattamento combinato con una nuova formulazione a base di acido lattico, lattato di
ammonio ed urea, usata giornalmente, e con peeling con AG eseguiti mensilmente: i dati
preliminari appaiono incoraggianti per efficacia e tollerabilità.
Verruche
Malgrado alcuni
autori ritengano le verruche una controindicazione al peeling chimico, la nostra
esperienza ha dimostrato, in accordo con quella di altri autori, che luso
settimanale di AG al 70%, circoscritto alle verruche piane, determina un significativo
miglioramento delle stesse (18-20). In alcuni casi, la risposta può essere potenziata
dalla applicazione di 5-FU o di altri topici ad azione peeling (AG, adapalene, acido
retinoico o urea).
In generale, in caso
di verruche piane diffuse luso del peeling con AG risulta utile e ben accetto dal
paziente in confronto alle tradizionali metodiche di trattamento. Dalla nostra esperienza
emerge che risultati migliori, in termini di rapidità dazione e di efficacia,
vengono raggiunti nei soggetti di sesso maschile, ma si tratta unicamente di una
osservazione non confermata da esperienze controllate.
Xerosi/Alcuni
disordini della cheratinizzazione
Il trattamento
domiciliare con topici a base di AG può fornire un notevole beneficio nella gestione
della xerosi cutanea, di alcune forme di ittiosi, della cheratosi pilare (21) e di alcune
forme di ipercheratosi distrettuale.
Recentemente abbiamo
consigliato in alcuni pazienti affetti da ittiosi luso costante di un detergente a
base di AG (Skinhelper® Crema Detergente), lasciandolo agire per alcuni minuti prima
della rimozione con acqua, in assenza di altre terapie topiche idratanti o esfolianti. La
risposta clinica è apparsa piuttosto soddisfacente, così come la compliance al
trattamento dei pazienti, considerando che alcuni di loro rifiutavano ormai luso
cronico e massivo di topici di vario tipo.
Inoltre, piuttosto
soddisfacenti sono stati i risultati raggiunti in alcune condizioni caratterizzate da
notevole desquamazione a carico del cuoio capelluto (dermatite seborroica, psoriasi,
pityriasis secca) con luso di uno shampoo contenente AG (Skinhelper® Shampoo con
Acido Glicolico), da solo o in associazione a trattamenti specifici a seconda della
severità del quadro clinico.
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